Coppa d’Africa 2026: finale da leggenda – caos, rigore e la clamorosa sconfitta del Marocco
La finale della Coppa d’Africa 2026 tra Marocco e Senegal resterà negli annali come una delle partite più controverse e drammatiche della storia del torneo. I padroni di casa, guidati da Brahim Díaz (capocannoniere del torneo), avevano l’occasione di vincere il titolo davanti al proprio pubblico in una serata che prometteva gloria e festa. Invece, la partita è stata segnata da tensioni, proteste, e decisioni arbitrali che hanno scatenato una vera tempesta sul campo e fuori.
La dinamica: dal rigore al caos
Nel recupero di una finale nervosa e combattuta, l’arbitro congolese Jean Jacques Ndala ha assegnato un rigore al Marocco dopo un intervento su Brahim Díaz giudicato falloso dopo revisione VAR. La decisione ha scatenato l’ira della squadra senegalese: l’allenatore Pape Thiaw ha ordinato ai suoi giocatori di abbandonare il campo in segno di protesta, rifiutando di proseguire. Dopo circa 14-16 minuti di sospensione, e grazie anche all’intervento di figure come Sadio Mané, i giocatori del Senegal sono rientrati sul terreno di gioco.
Finale ripresa, si arriva al dischetto: Brahim Díaz si presenta per battere il rigore decisivo. Con un gesto tecnico molto rischioso — un pallonetto alla “Panenka” — il suo tiro è risultato troppo morbido e centrale, facilmente respinto dall’ex portiere senegalese Edouard Mendy. Il Marocco non segna e la partita prosegue ai supplementari.
Supplementari e titolo al Senegal
A quattro minuti dall’inizio dei tempi supplementari, Pape Gueye ha spezzato l’equilibrio con un tiro potentissimo, consegnando al Senegal la Coppa d’Africa col punteggio di 1-0. Una rete che ha ribaltato non solo il risultato, ma anche l’atmosfera dopo gli episodi di confusione e tensione del finale.
Speculazioni e reazioni: Díaz ha sbagliato di proposito?
Dopo la partita, tra i tifosi e sui social si è aperto un acceso dibattito: Díaz ha sbagliato il rigore intenzionalmente per favorire un epilogo diverso? La risposta, analizzando le informazioni pubbliche e le dichiarazioni ufficiali:
✅ Non ci sono prove credibili che Díaz abbia volontariamente mancato il rigore.
⚠️ Tutte le fonti giornalistiche e le reazioni ufficiali parlano di un tentativo audace (la Panenka) che non è riuscito, ma non di alcuna conferma di un gesto deliberato per perdere. Alcuni commentatori anche in diretta si sono chiesti se fosse intenzionale, ma altri esperti e cronisti lo hanno bollato come semplice errore tattico nella pressione del momento.
📌 Il gesto di scegliere una Panenka — in una finale continentale, a pochi istanti dalla fine — è stato criticato come scelta di rischio più che una strategie deliberata di fallimento. È un’opzione di calcio spesso usata per sorprendere il portiere, non per fallire apposta.
📌 Le dichiarazioni ufficiali dell’allenatore e dei giocatori non hanno suggerito alcuna intenzione fraudolenta o “sabotaggio”. Al contrario, Díaz è apparso distrutto dopo il mancato rigore.
Conclusioni
La finale di Coppa d’Africa 2026 non è stata decisa da un errore “voluto” di Díaz, ma da un mix di tensione, scelte tecniche audaci sotto pressione e una sequenza di eventi molto insolita — con la protesta della squadra senegalese, il rientro in campo e una partita proseguita fino ai supplementari. Questo match entrerà nella storia non solo per il risultato, ma per la controversia che lo ha accompagnato fino al fischio finale.