Il gol annullato al Napoli contro il Parma: quando la tecnologia tradisce il calcio
Il gol annullato al Napoli nella sfida contro il Parma per presunto fuorigioco rappresenta l’ennesimo episodio che lascia spazio a forti perplessità e polemiche. Una decisione che, alla luce del nuovo regolamento sul fuorigioco, appare quantomeno discutibile, se non clamorosa.
Secondo le attuali linee guida, infatti, il fuorigioco dovrebbe essere valutato tenendo conto di criteri più chiari e oggettivi, privilegiando situazioni di reale vantaggio per l’attaccante. Nel caso specifico, dalle immagini emerge come la posizione del giocatore del Napoli fosse regolare, o comunque non tale da giustificare un annullamento così netto. Eppure, il gol è stato cancellato, lasciando l’amaro in bocca non solo ai tifosi azzurri, ma a tutti coloro che chiedono maggiore coerenza nelle decisioni arbitrali.
Il problema, ormai evidente, non è solo l’errore in sé, ma la perdita di fiducia nel sistema. La tecnologia, nata per ridurre le ingiustizie, sta finendo per creare nuove zone d’ombra. Linee tracciate al millimetro, frame scelti in modo discutibile e interpretazioni che cambiano da partita a partita stanno allontanando il calcio dalla sua essenza.
Da tifoso, diventa sempre più difficile accettare un calcio così esasperatamente tecnologico, dove l’emozione di un gol viene sistematicamente sospesa e spesso annullata per dettagli impercettibili. Il rischio è quello di trasformare uno sport popolare, fatto di passione e istinto, in un esercizio freddo e burocratico.
Forse è arrivato il momento di fermarsi a riflettere: la tecnologia deve essere un supporto, non il protagonista. Senza uniformità di giudizio e senza rispetto dello spirito del regolamento, episodi come quello di Napoli–Parma continueranno ad alimentare polemiche e frustrazione. E il calcio, quello vero, rischia di perdere ancora qualcosa per strada.